Le parole che non oso dire

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Non giudicare, per favore. Ho solo voglia di fermare con le parole e con qualche foto i miei momenti.

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Psicologia da due soldi

Non ti dico che mi manchi, non ti dico che vorrei nascondermi contro di te. Non oso parole di affetto perché temo di darti fastidio. Ma il fastidio ti viene fuori lo stesso. Chissà perché, sono convinta che in fondo tu ti senta in colpa, e per questo mi aggredisci.

Parentesi

Una masturbazione matura e miope. Mi guardo allo specchio senza occhiali, e se tiro indietro la pancia mi vedo ancora carina. Non vedo le rughe, non vedo la stanchezza e lo sguardo spento, vedo solo quella che sono nella mia testa, e quella che penso tu dovresti vedere. Ti immagino, immagino l’uomo che mi piace nascosto sotto il tuo fastidio. Per un attimo torno indietro nel tempo.

Mi manchi

Mi manchi. Mi manca la felicità che mi davi. Mi manca la sregolatezza che potevamo avere. Mi manca sapere che mi pensavi. Mi manca pensarti. Perché ora ci siamo sempre, e sempre è troppo. Un sempre pieno di problemi, pieno di aspettative e vuoto di attese. Un sempre pieno di altri, e vuoto di noi due soli. Pieno di tensione e vuoto di eccitazione. Ti desidero e non mi sento desiderabile. Non so se mi desideri, e spesso non sei desiderabile.

Torna. Torna quello che eri. Anche io posso tornare quella che ero.  Mi basta una parola di comprensione quando sbaglio. Mi basta un complimento anche sottinteso quando faccio una cosa buona. Mi basta uno sguardo. Mi basta una carezza.20171003_210033-01

Stato

Dettaglio

La curva di una spalla. La linea di un sorriso. La forma di una mano. L’attacco dell’inguine. E’ il dettaglio che, attraverso il mio sguardo, arriva alla pancia.

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Di mattina

Cosa succede se fra un’ora ritorno nel letto? Cosa succede se inizio ad accarezzarti? Cosa succede se ti mostro il mio desiderio? Lo accetti o ti giri dall’altra parte e riprendi a dormire? 

La parola

Hai usato la parola amore, ma non parlavi di me. Adesso mi devi guardare negli occhi e devi dirmi, con gli occhi, che io non sono uguale. 

Questa è la donna.

Dammi una storia, una storia di passione qualunque essa sia. Non deve per forza essere vera. Ma mi deve far sognare. Deve farmi sentire il cuore che batte forte quando ti mi chiami, la testa leggera quando ti parlo. Deve farmi stringere lo stomaco quando ti chiamo e non mi rispondi, e darmi la convinzione che ora non puoi farlo, ma che fino a quando non ci riuscirai penserai a me. Deve farmi pensare di essere amata, di essere l’unica, di essere quella per cui fai follie. Deve farmi credere che, se solo tu potessi, attraverseresti i mari e le terre per un’ora d’amore con me. Deve farmi immaginare di essere regina e vittoriosa su tutte le altre. Deve farmi provare una continua emozione. E se ci riesci, ogni tanto, scopami.
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